Relazione Sen. Valeria Fedeli – 2° Congresso Internazionale Pedagogia Familiare

Riportiamo il messaggio integrale ricevuto in occasione del 2° Congresso Internazionale di Pedagogia Familiare dalla Sen. Valeria Fedeli, componente della Commissione Straordinaria per la Tutela e la Promozione dei Diritti Umani, già Ministra dell’Istruzione.

Buongiorno a tutte e tutti,

per sopraggiunti impegni non ho potuto partecipare al vostro Congresso. Vorrei però, attraverso questo mio saluto scritto, farvi giungere il mio sentito apprezzamento per l’attività che svolgete e anche qualche mia riflessione sul tema di cui oggi ci occupiamo.

Il lavoro della Presidente dell’INPEF Palmieri, l’impegno nel tutelare diritti e dignità delle bambine e dei bambini, dando alle famiglie importanti strumenti di riferimento come – per esempio – il “Manuale di Pedagogia Familiare”, è un contributo importante anche per le istituzioni e per la politica: le aiuta ad essere vicine alle famiglie, e quindi ai piccoli e alle piccole che ne fanno parte, cercando di sostenerle. In tempi in cui è tutt’altro che semplice essere bambini ed essere famiglia. La Presidente Palmieri, lo voglio sottolineare, non ha mai avuto reticenze nel denunciare storture, abusi, limiti commessi ai danni dei piccoli e delle loro famiglie, fondando sempre la sua denuncia sulla competenza e accompagnandola sempre a proposte e risposte costruttive che dovrebbero essere forse ascoltate con maggiore attenzione. Per questo, complimenti e grazie.

Venendo al tema di cui ci occupiamo. Credo che i riferimenti normativi che dobbiamo tenere presenti siano due, in particolare. E quando dico normativi, attenzione, non intendo affatto “burocratizzare” il tema ma anzi dargli valore, soprattutto per i contenuti di cui essi si compongono e in cui si articolano. Mi riferisco alla Convenzione sui Diritti dell’Infanzia, promossa dall’Onu nel 1989, che sancisce come tutte le bambine e tutti i bambini del mondo abbiano diritti (alla sopravvivenza, allo sviluppo, alla protezione e alla partecipazione) senza distinzione di estrazione sociale, di cultura, etnia o religione. Che sono di fatto individui e che hanno diritto ad essere riconosciuti come tali. Quattro principi la guidano: il diritto alla parità di trattamento; il diritto alla salvaguardia del benessere; il diritto alla vita e allo sviluppo; il diritto all’ascolto e alla partecipazione. Si tiene insieme, dunque, la complessità dell’essere umano nel suo insieme, fatto di bisogni e diritti “materiali” e “spirituali”, potremmo dire. E, altro riferimento, la Convenzione sui Diritti dell’Infanzia e dell’Adolescenza dell’Autorità garante che ratifica e recepisce, con qualche modifica, la Convenzione Onu.

Personalmente, anche e soprattutto da Ministra, ho sempre individuato in queste due Convenzioni le direttrici della mia azione. Perché occuparsi di scuola e istruzione significa anche occuparsi delle famiglie in cui alunni e alunne vivono, crescono, si formano. Ho investito attenzione e impegno, infatti, alla “corresponsabilità educativa” tra scuola e famiglia. È il grande patto e la grande alleanza che dobbiamo rafforzare, in alcune parti del nostro Paese forse anche costruire, se abbiamo veramente a cuore il presente e il domani dei piccoli e delle piccole. Per questo, ho promosso un nuovo patto di corresponsabilità. A 10 anni dal Patto, incontrando rappresentanti dei Forum delle associazioni dei genitori e degli studenti, i protagonisti del mondo scuola, i componenti del tavolo tecnico che curava i lavori per la definizione di una proposta di riforma sulla rappresentanza, ho cercato di aggiornare il testo. Come? Modificandone già il nome: da Patto Educativo di Corresponsabilità a Patto di Corresponsabilità Educativa, modifica semplice ma sostanziale perché esprime l’imprescindibilità della collaborazione e del dialogo tra tutte le componenti della comunità scolastica. L’obiettivo comune infatti deve essere sempre il pieno e libero sviluppo delle nostre studentesse e dei nostri studenti, dai più piccoli ai più grandi, rendendo concreto quanto stabilito dall’articolo 3 della Costituzione. Devo dire che, mai come oggi, l’interazione fra scuola e famiglia, insegnanti ed educatori ha assunto, troppo spesso, la forma di un rapporto complesso, in alcuni casi addirittura di opposizione, per tante ragioni difficili da sintetizzare in poche righe. Ma proprio per questo, è assolutamente necessario insistere su questa strada di corresponsabilità, mettendo a disposizione ogni strumento utile per rafforzarla. Nell’interesse dei nostri ragazzi, delle nostre ragazze, dei bambini, cioè degli adulti di domani, quindi del futuro della nostra società.

Sen. Valeria Fedeli

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